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Evening Meditation on the Humility of St. Philip Neri

From Novena di varj / St. Philip Neri Devotions, compiled by Tommaso Pagani, 1724 Tools

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MEDITAZIONE PER LA SERA:

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Printed in Novena di varj / St. Philip Neri Devotions
Imprint Napoli ("NAP."), Stefano Abbate (printer: "NAP. Per Stefano Abbate"), 1724
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Rever. D. Christophorus Albanus Abb. S. Jan. ad Ulmum revideat, & referat Neap. 13. Sep. 1724.

D. Antonius Can. Castell. Vic. Gen. / D. Petrus-Marcus Giptius Can. Dep.

Attenta supradicta relatione, Imprimatur. Neap. 22. Octob. 1724. D. Petrus-Marcus Giptius Canon. Dep.

Visa relatione Imprimatur; & in publicatione servetur Regia Pragmatica. MAZZACCARA REG. ULLOA REG. ALVAREZ REG. GIOVANE REG. PISACANE REG, SOLANES REG. Provisum per S.E. Neap. 19. Decemb. 1724. Ill. Miro absens. Mastellonus: PRI-

Eminentissime Domine ... Datum Neap. XXI. mensis Octob. MDCCXXIV. (Albanus/Giptius letter; Benedetto XIII named as dedicatee of the work)

Transcription

Transcribed from the scan of the 1724 edition.

Rights Public domain in the United States.
Prayers for
humility

Novena di varj / St. Philip Neri Devotions

Napoli, Stefano Abbate (printer: "NAP. Per Stefano Abbate"), 1724

Rever. D. Christophorus Albanus Abb. S. Jan. ad Ulmum revideat, & referat Neap. 13. Sep. 1724.

D. Antonius Can. Castell. Vic. Gen. / D. Petrus-Marcus Giptius Can. Dep.

Attenta supradicta relatione, Imprimatur. Neap. 22. Octob. 1724. D. Petrus-Marcus Giptius Canon. Dep.

Visa relatione Imprimatur; & in publicatione servetur Regia Pragmatica. MAZZACCARA REG. ULLOA REG. ALVAREZ REG. GIOVANE REG. PISACANE REG, SOLANES REG. Provisum per S.E. Neap. 19. Decemb. 1724. Ill. Miro absens. Mastellonus: PRI-

Eminentissime Domine ... Datum Neap. XXI. mensis Octob. MDCCXXIV. (Albanus/Giptius letter; Benedetto XIII named as dedicatee of the work)

The whole book

Evening Meditation on the Humility of St. Philip Neri. Novena di varj / St. Philip Neri Devotions. Napoli, Stefano Abbate (printer: "NAP. Per Stefano Abbate"), 1724. https://manualistpress.com/meditations/meditazione-per-la-sera-novena-di-varj-5/

Primo punto. Considera gli effetti propizj, e salutari, che produceva nel cuor di FILIPPO la sua profonda umiltà, e'l basso sentimento, che teneva di se stesso. Temeva egli di continuo di se medesimo, e si considerava all' orlo del precipizio, dubitando sempre di offendere villanamente il Signore. Onde rivolto al suo Dio, diceva cotidianamente: Signore, guardatevi da me oggi, che vi tradirò, e farò tutto il male del Mondo. Altre volte soleva dire: La piaga del Costato di Cristo è grande; ma se Dio non mi tiene le mani in capo, la farò maggiore colle mie colpe. Quando si confessava era solito prorompere con gran copia di lagrime in simili voci: Non ho mai fatto ben nessuno. Ah quanto mi confondo de' miei sentimenti! Pur troppo è vero, che ho tradito tante volte, e tradisco il mio Dio; e colle mie replicate scelleraggini ingrandisco la ferita amorosa del Costato del mio Giesù. Pur troppo è vero, che non ho fatto nulla, che sia stato degno di Dio. E pure vorrei, che tutti mi lodassero; e che le mie azioni fossero da tutti applaudite! Misero me! Sono una sorgente d' imperfezioni; Non so d' aver la Grazia del Signore: non so se durerò nel bene. Io non so se mi salverò: E pure il mio cervello non sa abbassarsi, e'l mio cuore è sempre orgoglioso! Son debole di forze: ho vive in me le passioni; I Demonj, e gli oggetti esteriori mi combattono: Non so se resisterò. Misero me, come dunque presumo, e frequentemente m' inalboro? Anima mia non più superbie. Non perder di vista il male, che hai fatto, il gran male che puoi fare. E abbassati, umiliati al tuo Dio, ed a tutte le creature per Dio.

Secondo punto. Considera il mezzo, che tenne FILIPPO per vivere sempre umilissimo. Lo Spirito Santo col Dono dell' Intelletto investì la mente del Santo di una chiarezza estraordinaria, e di una luce maravigliosa: Di questa egli si avvaleva per ravvisare nell' Anima sua quelle imperfezioni, che per la loro picciolezza sono quasi invisibili; ma allo splendore del suo gran lume sembravano agli occhi suoi mostruose. Considerava per tanto nel prossimo quel, che il prossimo ha da Dio, che è il bene; ed in se stesso considerava quel, che aveva da se medesimo, ch'era l' imperfezione; e questo con una cognizione così penetrante, che veniva a riputare le sue colpe, e le sue ingratitudini, superiori alle colpe, e all' ingratitudine di tutti gli altri; in quella guisa, che un' Infermo addolorato acerbamente per un dolor di testa, stima, che non vi sia uno spasimo simile al suo sopra la terra. E quindi proveniva nel Santo il bassissimo sentimento di se stesso, e'l conto che faceva dagli altri. Quindi una radicata umiltà di cuore, per cui sempre si umiliava nel cospetto di Dio, e degli huomini. Apprendi, Anima mia, il sicuro mezzo per acquistar l' umiltà. Attentamente considera ciò, che hai da te stessa; cioè il Nulla, ed il Peccato. Dì col Profeta. 1 Ego vir videns paupertatem meam. Questo farà il mio impiego, ed il mio affare, veder me stesso, e ponderare le mie miserie. O mio Dio, deh che cosa son' io alla vostra presenza? Misera me, che sono un povero Nulla vestito di fango; una fonte perenne di difetti, e di peccati! Come dunque tanto presumo, o mia Gloria infinita? Come il mio cuore dà ricetto a tanto orgoglio? O superbia mia ti detesto. Giesù mio voglio sempre abbassarmi, e soggiacere; Voglio star sotto a Voi, o compitissimo esemplare della più fina umiltà; e voglio star sotto a tutti per vostro amore. Bisogna pur confessare il vero: Quando io m' insuperbisco, son privo affatto d' intendimento, son tutto tenebre: Stultissimus sum virorum, & sapientia non est mecum. 2 Sarò savio se sempre dirò; Substantia mea tamquàm nihilum ante te. 3 Io mi riconosco dinanzi a Voi per quel, che sono, un puro Nulla, e mi umilio sotto il vostro potere, come se io non fussi?

Finita la Meditazione, potrai, al solito, recitare ottanta Gloria Patri, &c. alla Santissima Trinità in rendimento di grazie per i Doni, Privilegj, Favori, e Grazie concesse a S. FILIPPO Neri in tutto il lungo corso degli ottanta anni della sua Santissima Vita; aggiugnendo nel fine la seguente orazione alla Santissima Trinità.

O Santissima, ed Individua Trinità, vi amo, vi lodo, vi ringrazio, e benedico in eterno per tutt' i stupendi, e segnalati Doni concessi al vostro diletto Servo S. FILIPPO, e specialmente per quella profonda umiltà di cuore, che gli donaste, per cui si riputava il maggiore peccatore del Mondo; e quando sentiva che alcuno fosse caduto in qualche peccato, diceva subito; piaccia a Dio, che io non faccia di peggio. Diceva ogni giorno: Signore, guardatevi da me, che oggi vi tradirò, e farò ogni male. Soleva dire nel prepararsi alla Messa, che dalla parte sua era pronto a fare ogni male, se Dio non l' aiutava. Quando si confessava, con profluvio di lagrime si accusava per vil peccatore, e diceva: non ho fatto mai bene alcuno. Fuggiva da ogni onore, anzi procurava, con fare studiate sciocchezze, essere burlato, e schernito, e tenuto per huomo da niente. O grande, ed Immenso Dio, vi adoro, benedico, ringrazio, ed amo col cuore, e colla lingua di tutt' i Santi, che vissero in questa Terra più umili, ed abbietti, seppelliti nel centro di tutte le umiliazioni. E vi supplico per i meriti loro, e per i meriti ancora della Santissima Vergine, modello di perfettissima umiltà, a concedermi la virtù della S. Umiltà, ch'è il fondamento, e la custode delle altre virtù. E Voi Beatissima Vergine, Maestra della vera umiltà; e S. FILIPPO, mio Protettore, e Padre, impetratemi sì necessaria virtù; affinchè segua le orme stampate da Voi, e imiti gli esempli del mio umilissimo Redentore, che per mia istruzione volle in questa terra apparire meno che huomo, tutto ricoperto di confusione, e saziato di vilipendj; facendo, che io divenga tanto umile, quanto per verità sono vile, e pregi solo le vere grandezze, che sono, seguire il mio Redentore per la strada del Calvario, e farmi copia di questo umilissimo esemplare. Così sia.

  1. Thom. 2.
  2. Proverb. 30. 2.
  3. Psal. 38. 6.

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